«Mio padre - ha spiegato il teste illustrando il biglietto - mi disse che questo documento, insieme all'immunità di cui aveva goduto Provenzano e alla mancata perquisizione del covo di Riina, era il frutto di un'unica trattativa che andava avanti da anni.
Con quel messaggio Provenzano voleva richiamare il partito di Forza Italia, nato grazie alla trattativa, a tornare sui suoi passi e a non scordarsi che lo stesso Berlusconi era frutto dell'accordo».
Due giorni dopo, un'altra così: «… ho sempre reso dichiarazioni innanzi alle procure di Palermo e Caltanissetta, con la stessa serenità con la quale ho sempre anche escluso, avendolo appreso direttamente da mio padre, ogni coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio Berlusconi con ambienti mafiosi».
Chi dice una cosa per un'altra? Il teste o i media? È impressionante la facilità con la quale si confondono le informazioni al pubblico.
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