mercoledì 24 marzo 2010

Il fuocherello di Calderoli scalda il cuore

In questi giorni di grandi tumulti di politici, prelati e intellettuali il mio pensiero va a Calderoli che, mentre brucia le leggi abrogate, sogna segretamente di dar fuoco a Roma ladrona. Ma Calderolli non è Nerone, quello sapeva cantare mentre istruiva l’incendio con dolci melodie latine. Il Semplificatore ha fatto un incendietto elettoralistico inutile come quelle leggi abrogate. Calderoli, dopo il tentativo pubblico di dar fuoco all’Urbe è riuscito a farla franca scappando dall’acqua dei pompieri e lasciando un cumulo di cenere e di sporcizia che nemmeno i cani randagi lasciano più. Al ministro sono arrivati messaggi di solidarietà dai suoi che gli hanno sottolineato simpaticamente come questa impresa del rogo ha avuto un precedente storico più impegnativo, roba da Terzo Reich, che al confronto quel fuocherello romano fa proprio scompisciare. Lì si bruciava la Cultura universale; qui semplici leggine inutili. Ma il fumo, però, inquina ugualmente.

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